giovedì 17 novembre 2011

Giveaway - l'estrazione. ECCELABBIAMOFATTA.

Non mi sembra vero aver risolto la questione nel giro di un'oretta e poco più!
Ho cercato e trovato un programma che mi permettesse di ridurre le dimensioni del video, anzi, dei video (che messi insieme raggiungevano il poco ragionevole peso di oltre 1giga), li ho assemblati, abbelliti (più o meno) con qualche scritta funzionale (perché ne avrete bisogno, mi ringrazierete), salvati.
Ed eccoci!
Non c'è molto da dire, vi lascio all'estrazione!


Ecco, in effetti qualcosa da dire c'è... dovrò concludere e pubblicare questo post a casa, perché non ho fotografato i premi. Molto tipico.
Descriverli non rende... l'occhio deve vedere.

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A-rieccoci, stavolta dal pc domestico, che ha rischiato di farmi venire un colpo perché non si accendeva più. Ero già pronta a sfogare la mia frustrazione tirando due scopate al soffitto per far intuire a quelli di sopra che mi stanno alquanto irritando col loro continuo spostare mobili, quando, alleluja, si è ripreso.

Ecco finalmente i premi.

3° premio, per Iris.
Un aspirapolvere porta-cd. Per sentirci donne anche mentre ascoltiamo musica.

All'interno anche una coppia di chiavi per chiudere l'aspirapolvere.
Chissà che non possa avere anche funzioni più utili...
2° premio, vinto da Imperfect Wife!

Set da bagno t-rex.
Nell'ordine, da sinistra a destra, spruzzino doccia, porta spazzolini, porta asciugamani.

Adoro il porta asciugamani, questo t-rexino tozzo tozzo
con le manine che reggono l'anello di plastica...

Ed infine... il 1° premio vinto da Secondo Binario.
Lui, il solo ed unico...



E so che per Handy non servono parole.
Del resto, da me, che vi potevate aspettare?

Ora non mi resta che contattare i vincitori, farmi mandare il loro indirizzo, e spedire il bottino.
Ringrazio i miei fedeli collaboratori, il Topo, che mi ha aiutata a recuperare i felini, e naturalmente voi, che avete avuto tanta pazienza. Giuro, vi avrei premiati tutti, uno ad uno.
Ah ma non temete, arriverà un nuovo Giveaway, molto molto presto...

Sono io, o anche a voi questa più che come una promessa, suona come una minaccia..?
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Giveaway - l'estrazione. Parte prima di speroancorapoche.


Insomma, non me ne va dritta una.
Ho passato nonsoquantotempo ieri a dedicarmi all'estrazione dei vincitori del giveaway.
Ho messo un sottofondo musicale adeguato, ho preparato i bigliettini con tutti i nomi dei partecipanti, ho impugnato la macchina fotografica e ripreso ogni fase, dall'inizio alla fine, e non senza difficoltà.
Poi capirete.
E vedrete.
... E sentirete, che è stato un casino tale che ero isterica, con la ridarola, e col culo per terra, e non in senso figurato.
Niente, tolgo la memory card, la inserisco nel vano apposito del portatile, scarico i vari spezzoni di video, stando bene attenta a non inserire per errore quelli sbagliati, che si concludono con un imbarazzante agglomerato di papere e sfondoni vari. Questo specie nella fase conclusiva.
Assemblo il video, lo orno di diapositive e quant'altro per renderlo carino... cazzo, pesa una tonnellata.
Ma roba che nemmeno riuscivo a guardarlo!
Siccome sappiamo che sono diversamente fortunata, c'era da aspettarselo.
Così passerò la pausa pranzo di oggi a cercare qualche programma per ridurre i singoli spezzoni, e renderli qualitativamente umani. Non voglio ridurmi a proiettare il video sulla tv di casa e filmare lo schermo col cellulare, per pubblicare quest'ultimo filmato sul blog.
Urge trovare una soluzione.
Naturalmente sono stati svelati vincitori e premi.
Ma mica vi dico niente.
Soffrirete con me fino all'ultimo, che abbiamo lavorato in cinque per deliziarvi con questa premiazione.
Ed ho già detto tutto.
Prometto che cercherò di fare in fretta...

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martedì 8 novembre 2011

Com'è che si dice? Chi ben comincia...

Nessuna novità sul fronte lavoro, se non che sono il solo essere pensante.
Nel senso che oltre a me ed i titolari non c'è un'anima, mi tengono compagnia i miei fedelissimi 10 gradi, che mi mantengono fresca e giovane. Quando si vive in ibernazione perenne, del resto, qualche vantaggio bisognerà pur trovarlo, ed il mio è che sto ritardando la comparsa delle prime rughe con un'efficacia tale che manco la crema notte quadrupla azione con acido ialuronico - caffeina - proteine della frutta - Dottor Bollore di Grey's Anatomy con siringa di botulino pronto uso.
Quindi anche i miei propositi di tendere un agguato a Mer(d)aviglia ed avere un contratto seppur misero da firmare vanno su per i pali, a meno di non inviare a cadenza regolare mail minatorie al commercialista.
La settimana (breve) di lavoro passata, mi ha talmente spompata che non parlavo più.
No, sul serio! Il che, per chi mi conosce, è un segnale d'allarme.
Persino venerdì sera, a cena col Topo, non ho quasi proferito parola (quasi perché io ci ho provato a lanciargli occhiate eloquenti intimandogli telepaticamente di ordinare anche per me, ma lui non ha colto, ed ho dovuto articolare qualche vocabolo - facendomi con tutta probabilità scambiare per una sociopatica con problemi di linguaggio).
Mi sono limitata ad ascoltare le conversazioni degli altri tavoli.
Cioè, di UN altro tavolo, visto il volume.
Pensavo fossero due uomini (uno lo vedevo con la coda dell'occhio, o forse era anche fuori dal mio campo visivo, ma era talmente armadiesco che ci entrava comunque), l'altro lo udivo.
Poi ho sentito il vocione chiamare l'armadietto (che chiameremo Pancrazio) "amore" e, visto l'improponibile quantitativo di bestemmie uscite dall'antro orale di quest'ultimo, ho deliberato che trattasi di donna, probabilmente di mezz'età, secca e rachitica e particolarmente avvezza ad avere elementi di forma cilinrica tra le labbra.
E sul fatto che stiamo parlando di sigarette non ci sono dubbi, nè?
Niente, questa raccontava che quel pomeriggio aveva portato Francesco (ma dai, ha un figlio?) a fare la toeletta (mh, mi sa che no), poi ha ipernutrito le tartarughe, e siccome le rimaneva tempo ha pensato bene di rompere le balle non a uno, non a due, bensì a tre idraulici. Che, dal suo discreto ed assolutamente non udibile resoconto, pare si siano limitati a citofonare a pregarla di affacciarsi al balcone, tanto era l'entusiasmo di salire e fungere da dessert per le tartarughe.
E niente, se la rideva pure. Una risata così cristallina che quelli del tavolo a fianco hanno deciso di prenderlo al banco, il caffé.
In tutto questo, Pancrazio, si limitava a qualche segno di assenso con la testa, buttando qui e là qualche bestemmia per indicare quanto ciò che sentisse lo stesse catturando.
Al nostro tavolo, mangiavamo in silenzio, ed io mi limitvaco a scuotere involontariamente la testa, col cameriere che avvalorava ancor di più la sua idea che io avessi seri problemi comportamentali.
Vi risparmierò di quando lei ha preso ad elencare la lettera corrispondente ad ogni sezione e classe che avesse frequentato, dall'asilo alle superiori, argomento che ha destato in Pancrazio un interesse quasi imbarazzante.
Interesse che si è manifestato in tutta la sua delicatezza, quando lei gli ha girato la domanda, e lui ha risposto con un rutto (involontario) ed una bestemmia (perché gli è scappato un rutto ed ha rischiato di fare la figura del burino).
L'apice della conversazione l'abbiamo ragginto quando lei ha iniziato a sussurrare (quindi ho potuto smettere di tapparmi l'orecchio destro e godermi un volume che rasentasse appena gli ultrasuoni) a Pancrazio quello che credo fosse il programma per il dopocena.
Diceva pressapoco così:
"Sì ma poi guarda di durare almeno 8-10 minuti, mica che ti metti lì, un-due-tre e 'Ho fatto, ho fatto!', eh!"
Ho sperato con tutto il mio cuore che non stesse parlando di quello a cui ho pensato.
Del resto, in queste situazioni, finisci per affezionarti, no? E Pancrazio era un tenerissimo orsottobestemmiotto.
Mentre formulavo questo pensiero, mi sono persa l'inizio di una conversazione (che sarebbe più appropriato definire monologo, ma tant'è) nella quale lei illustrava tutti i benefici e l'alto tasso erotico dell'uso di un mattarello sulla schiena nei momenti di intimità.
Già me li vedevo, Pancrazio steso prono, con questa qui vestita in latex a cavalcioni della sulla schiena a tirargli mazzate tra le bestemmie di lui.
"Ma sììì, vuoi mettere che bello? Con un po' di olio di mandorle..."
"... e farina... uova..."
le uniche parole normali che ho sentito uscire dalla bocca di Pancrazio.
A questo punto il Topo ha reclamato la mia attenzione, distogliendomi da questo sexy preludio eroticulinario, ed invitandomi a guardare un gruppetto di quattro giapponesi, due ragazzi e due ragazze, impegnati a scattarsi foto alle prese con le bacchette (dimenticavo di dirvi che eravamo a cena in un ristorante giapponese). Avete presente, no, quelle mossette che fanno loro davanti ad un obiettivo fotografico... segni di vittoria con indice e medio sollevati a "V" e bacchette a simulare l'atto di cibarsi, bacchette usate a mo' di katana per sfondare la giugulare dell'amica - barra - fidanzata, bacchette nel nas... ah no, forse questo non era fatto a fini fotografici.
E insomma, tutti carini carini, bacchette di qua bacchette di là, quando la cameriera ha portato loro i piatti le hanno chiesto quattro forchette.
Quando ci siamo alzati per andarcene, Pancrazio&compagna stavano ancora allegramente conversando, ma non ho colto il senso del discorso, perchè sono rimasta sconcertata dall'aspetto di lei, che era l'opposto di come me l'ero immaginata per tutta la nostra permanenza, e soprattutto... avrà avuto vent'anni sì e no.
Ci hanno raggiunti poco dopo alla cassa, e nell'uscire, ho notato che lui mi seguiva con lo sguardo. L'ho guardato, ed ho scorto nei suoi occhi un lampo di disperazione (ed invidia nei confronti del Topo, visto quanto poco ho parlato io).
Pover'uomo.

Concludo questo post oggi, che è martedì, che ieri ho faticato a trovare il tempo persino per respirare, versando ettolitri di sudore (metaforico, che qui senza giaccone non si resiste) e succhi gastrici. Questa gente irriterebbe pure un monaco zen.
Se oggi non mi lasciano lavorare seguendo ragionamenti umani, mi sa che affondo l'intera dentatura nel collo di qualcuno.
O di qualchedue.
O anche di più.
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giovedì 3 novembre 2011

Mi sono fregata - di nuovo

Bentornati su queste pagine.
Oh! Ma è anche scaduto il giveaway!
A breve l'estrazione, promesso. Che voglio farla a modo mio, il che è tutto un dire...
Come dicevo in un post di una decina di giorni fa (che non vi sarà difficile trovare in quanto è l'ultimo pubblicato prima di questo), non lo so perché stare a casa blocchi totalmente la mia vena scrittrice e ciarliera. Sempre stato un mistero... Mica che non avessi voglia eh, non sia mai! 
Sarà che sono stata fagocitata in un vortice di annunci di lavoro, rapita da un promoter, sedata da un agente immobiliare e picchiata da un vigile con un Folletto. 
L'aspirapolvere, mica un folletto folletto, ci mancano solo le allucinazioni oltre a questi voli pindarici (nei quali evidentemente atterro di testa). 
Tutto questo per farvi ragionare sul fatto che, se sono qui a scrivere... sono in ufficio. 
Nel mio vecchio ufficio, purtoppo, non avendo trovato un lavoro alternativo ed essendo stata costretta a piazzarmi davanti alla porta dello zoo, in ginocchio vestita di stracci con un Cicciobello in braccio a simulare un neonato ed un cartello recante la scritta "Devo pagare l'affitto/nutrire i miei gatti/comprare un biglietto di sola andata per il Congo per potervi finalmente fanculizzare tutti". 
>No, vabbè, diciamo le cose come stanno, mi ha telefonato la MF sabato sera alle 21.52 per chiedermi di tornare, che "Abbiamo trovato una soluzione per riassumerti per un po'". 
Che dovevo fare..? 
Dopo un mese comodo che non lavoro e otto mail che gradualmente sono passate dal supplichevole alla minaccia di morte al Direttore del personale di Tecnocasa, ho deciso di tornare, con il proposito di passare la pausa pranzo ed ogni momento libero a cercare lavoro. 
... Ecco, infatti. 
Volevano farmi tornare lunedì, "Noi facciamo tutti il ponte, ma se vuoi portarti avanti ti facciamo trovare aperto". Guarda, facciamo che maancheno. 
E da ieri sono qui che mi godo quella familiare sensazione di ansia, fretta, e desiderio di impalare sanguinosamente il primo che stravolge tutto ciò che si era fino a quel momento stabilito, che sono da sola e non c'ho tempo. Porcamiseria, sono sempre così, procedono come i salmoni, in risalita, in direzione contraria rispetto a quella, intelligente, che invece seguono le persone prive di turbe mentali. 
Ho ritrovato tutti gli amorevoli colleghi, simpatici e non. Però, sapete, dopo tutto questo riposo sono vispa come un galletto marzolino, ed anche la tolleranza nei loro confronti ne esce rigenerata. 
Almeno per una buona mezzora. 
Ho seriamente vacillato nel momento in cui mi si è parata davanti l'IdA (Impiegata dell'A(n)no, do you remember?), grande maestra leccaglutei. 
"OOOOH, ciao PRIII!" 
"*cenno del capo autopizzicandomi una guancia al fine di incurvare la bocca in una parvenza di sorriso, più simile ad una colica che altro* Ciao" 
(lei) "..." 
(io) "..." 
(lei - evidentemente ansiosa di togliersi dal mio campo visivo) "..." 
(io - stronza fino alla fine) "..." 
(lei) "Ma che bello VEDERTI!" 
Pensa che bello sentirmi, me e gli insulti che ti tirerò a breve. 
"Quanto tempo, eh?" Le tiro una lieve e simpatica gomitata lottando contro l'istinto di piantargliela nello stomaco con pachidermica dolcezza. 
"Dai, porta pazienza, almeno così lo stipendio lo prendi..." 
Vero, oppure posso vendere te su E-Bay. 
 E mi guarda con aria compassionevole le maniche della maglietta, distogliendo lo sguardo quando la imito nel tentativo di capire se ho un sorcio che mi cammina sul braccio. Indosso una maglietta di quelle con le maniche lunghissime, che hanno il foro per infilare il pollice, avete presente? Sono una mano santa per me, che ho le mani perennemente fredde. Ma lei deve aver pensato che il sorcio immaginario che se la passeggiava sul mio avambraccio mi avesse rosicchiato la maglietta, tanto era sconcertata. E meno male che siamo del settore. 
Me ne sono stata tutto il giorno a girarmi come una cogliona ogni volta che la porta dell'ufficio del RagionierMer(d)aviglia si apriva, cercando di creare un eloquente contatto visivo affinché si decidesse a chiamarmi per farmi firmare questo fantomatico contratto, ma non ho bisogno di dirvi che me ne sono tornata a casa a mani vuote, ve l'immaginavate già. In compenso però pare vogliano chiudere tutto il mese di dicembre, così starò lavorando a mesi alterni da luglio, il che è tragicomico. 
Non ci metterò molto, temo, a farvi un appello chiedendovi di farmi lavorare. 
Che poi faccio tutto eh, pulisco, cucino, curo i vostri bambini e animali domestici, vi vesto, vi trucco, litigo con i vostri vicini al posto vostro, scaccio i promoter che suonano alla porta e vi faccio anche la revisione della macchina. 
Mica mi direte che non è sufficiente..?
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martedì 25 ottobre 2011

Uno shopping di ordinaria follia

Non so perché quando sono a casa frequento così poco il blog, pur avendone il tempo, ed invece quando sono in ufficio, oberata di lavoro, penso che come avrò 10 minuti liberi posterò qualcosa/andrò a leggiucchiare i miei amici bloggerS. Questa cosa è sempre stata un mistero... Va beh, colgo la palla al balzo, adagio il mio piccolo netbook rosa sulle ginocchia, faccio partire una playlist, che più che una raccolta musicale è un gran casino (forte ascoltare canzoni natalizie già ora! Lo organizziamo un Christmas Giveaway?), e metto insieme un paio di idee. Sotto invito del Topo, vi racconto di una giornata di sciopping estremo e violento (sì lo so che è shopping, ma oggi mi gira cosi). Premesso che non sono solita dedicarmi a tale pratica, non per tanto, giusto perché parto con l'idea di comprare una cosa che mi-piace-barra-mi-serve e finisce che prendo l'impossibile, ed al momento di pagare mi cimento nel tiro-al-bancomat con la cassiera, tanto sono restìa a mollarglielo. Epperò c'è questo piccolo Sorcio che ha uno spiccato senso del sacrificio ed a quanto pare ama viziarmi. Sono due anni che il Topo mi conosce e tre che gli rompo l'anima perché vorrei un giubbino di pelle. Io che sono tutta cappotti e cappottini. Ci ho provato a fregargli uno dei suoi, che adoro, ma sfiga vuole che essendo di taglio maschile mi faccia sembrare uno di quei giocatori di football con gli spalloni sotto la casacca che si vedono nei film americani. Il che è un peccato, perché con quei diciotto centimetri di maniche in più che mi avanzavano potevo schiaffeggiare i passanti per la strada. Vabbè, due sabati fa decidiamo di fare un giro di ricognizione per una serie di negozi, al fine di regalarmelo e farmelo finalmente portare a casa (da interpretarsi "Così avanzi di essiccarmi verbalmente i testicoli"). Avevo in mente un negozio preciso, dove sapevo che c'era il 20% di sconto su tutte le giacche. Non ne avevano. Avevo in mente un negozietto proprio carino e fornitissimo, che sicuramente avrebbe avuto qualcosa che mi piaceva. L'hanno chiuso. Avevo in mente un negozio dove solitamente trovo sempre qualcosa che mi piace. Le avevano! Però verdi, e fatte tipo trench. Col vaccamiseria a portata di labbra, sono andata, sotto invito del Topo, a vedere in un altro negozio, mai visto prima. E c'erano! Fatte come piaceva a me! Fila in camerino a provarla. Infilo una manica... infilo la seconda... oooh, com'è carina!... chiudo la zip, frrrr... rr. Cazzo le tette. La zip si è fermata giusto sotto. "Beh ma puoi portarla così, chiusa solo sotto", il suggerimento del mio moroso. Facciamo che ancheno. Con un piccolo sforzo, riesco a tirarla su, e le tette mi si piallano e partono in direzione del mio mento. Mi giro di profilo e scopro di essere passata da una quarta a una mezza. Che l'ho lasciata allegramente lì ve lo devo dire? Piuttosto sconfortata, penso a dove potremmo trovarne. Non essendo nella mia zona, non sono molto pratica di questi posti (tralasciamo che eravamo dove sono nata e cresciuta). Toh, stiamo passando davanti a questo grandissimo negozio dove so che vendono capi firmati a cui tolgono il marchio, e di conseguenza applicano sconti davvero considerevoli. Che ci facciamo un giro? Sì, però dobbiamo parcheggiare davanti al negozio di scarpe perché nel parcheggio del negozio non c'è un buco, e la parcheggiatrice nera (sia per il colore sia per l'avanzamento dell'incacchiatura) mi intimorisce alquanto. Una volta dentro, punto subito lo stand che mi interessa, e ricomincia la solfa. "Questa non mi piace." "No, col colletto così non se ne parla nemmeno." "No, questa no, la voglio nera." "Sìì, bella questa! La taglia c'è? No? Ah ecco." - Ditelo, lo so che lo volete dire: che due coglioni! - Ci stavo proprio dando su (espressione dialettale che indica una rinuncia conseguente ad un energico giramento di balle), quando ne ho trovato una appesa lì, solitaria. Non la guardo nemmeno, la infilo subito, e mi va proprio di culo. Il Topo se la carica in spalla e decidiamo di fare un giro per il negozio, già che siamo lì. Guardo vestiti, gonne, scarpe... faccio la scema trasformandomi nella sosia più bassa e più larga di Audrey Hepburn infilandomi un vestitino che sono sicurissima di averle visto in un film. Poi rincorro una signora che ha sottobraccio un vestito davvero carino, pedinandola finché non lo ripone nello stand chiedendo alla commessa se non sia disponibile una taglia in più. Quando faccio per andarlo a recuperare, una mano alle mie spalle lo afferra come la lingua di un rospo acchiappa una mosca (grazie al Topo per quest'immagine). In quel negozio è così. C'è un vestito. Uno. Quel colore, quella taglia. Se ti va bene, bene, se no cazzi tuoi, ne cerchi uno diverso. Ed è quello che faccio io. Ne trovo uno molto gran soirée, che vglio provare giusto per rompere l'anima a qualcuno che magari l'aveva adocchiato. Nel frattempo il Topo, che ormai ha occhi anche per me, vede un vestito tutto stampato, bianco, nero e fuxia, che una ragazza sta riportando allo stand. Non fa in tempo ad avvicinarsi, che un'altra lingua di rospo se ne impossessa. Io nel frattempo sto provando un abito che ho trovato nel camerino, che guardacaso è della mia misura, e che mi fa pisciare dal ridere appena lo vedo. Lo infilo, una cosa tipo dea greca, senza maniche, con le spalle arricciate, una scollatura a V che arriva nei pressi dell'ombelico, di una linea che fascia dall'inizio alla fine, cosa che addosso a me odio. Porcamiseria, quando me lo vedo addosso non me lo leverei più. Apro la tenda per mostrarlo al Topo, e con una serie di sapienti sguardi, senza che io dica niente mi propone lui stesso di comprarmelo. Chiudo, faccio per toglierlo tutta soddisfatta, ma sento il Topo che arriva porgendomi altri vestiti, nello specifico quello stampato tanto conteso e un obbrobrio irriducibile. "Cosa mi porti quell'albero di Natale lì, mica lo provo veh!" "Sssshhhhht, l'ho preso per coprire l'altro, perché non lo vedessero!" Ah. Lo provo, glielo faccio vedere, e lo ama immediatamente, al punto che decreta che porteremo via anche quello, che già se lo immagina con scarpe ed accessori giusti. Vabbé. Decido di provare anche l'albero di Natale, e consegno al moroso felice i due vestiti. Sono lì che me la prendo comoda, e lui inizia ad intimarmi di fare in fretta. Sussurra: "Fai presto che qui ci sono due che mi guardano male..." "Cazzo vogliono scusa? Ci sono ottantatré camerini liberi qui a fianco." "Una è la prima che ha portato giù il vestito stampato, l'altra l'ha riposto quando poi l'ho preso io, ma c'era la prima che lo voleva riprendere" E vedo ste due, a braccia conserte, davanti al mio camerino, che attendono con aria seccata, guardandomi storte e lanciandomi iella e malocchio. Scoprirò poi che c'era anche una bimba peteffia, figlia di una delle due, che ha tirato la gonna alla mamma quando ha visto il vestito varcare la tenda del camerino. Mi rivesto, esco, e concludiamo il giro del negozio col Topo che si porta fiero in spalla il bottino, bene in vista, tipo sacco di Babbo Natale (oh, oggi ce l'ho proprio con l'argomento), consapevole di essere tampinato da una delle due contendenti, che in tutta simpatia abbiamo soprannominato Lo Squalo, sentendo la celeberrima musichetta ogni qualvolta si avvicinava a noi, girandoci intorno. Alle casse, di fianco a noi, MammaRospo con bimba peteffia, che ancora una volta le tira la gonna alla vista del vestito, scatenando le ire della genitrice. Consegniamo la merce ad una cassiera, che inizia a togliere i vari antitaccheggio, e la cassiera a fianco, anche lei in mood lingua di rospo, afferra il vestito da porno-dea, e con gli occhi sgranati, lo solleva, e lo guarda dall'alto in basso. Toglie quel che deve togliere, fa per ripassarlo alla collega, lo riprende, lo risolleva, e lo riosserva, su-giù-giù-su, con occhio famelico. Finalmente usciamo, e ci avviamo al parcheggio del negozio di scarpe. Guarda te, gli unici coglioni che hanno parcheggiato un chilometro più in là... Non finisco di formulare questo pensiero, che il Topo scoppia a ridere. Una risata grassa, di pancia, piena e corposa, oltre che interminabile. Di quelle da lacrimoni. Penso si sia rincretinito, o stia ripensando alle peripezie fatte o allo Squalo. Solo una volta salita in macchina mi spiegherà che ha incrociato in quel parcheggio lo sguardo di MammaRospo, che riconosciutolo, ha voltato la testa indignata, e mi indicherà una Lancia Delta che sta girando attorno a noi, contromano, con a bordo MammaRospo e figlioletta, piuttosto rancorose e con le balle piene di vedere noi e quel vestito, che, detto tra noi, poteva tenersi in mano fin da subito, anziché far fuoriuscire nuvole di fumo dalle narici. Sarebbe cosa gradita, nonché di molta consolazione, sapere che certe cose non capitano solo a me. CONTINUA A LEGGERE!

giovedì 13 ottobre 2011

Nononono, mica vi siete liberati di me!

Sì, latito, vogliate scusarmi. Sono a casa a fare un cazzo, ed invece ho sempre qualcosa che mi tiene lontana dal pc (dev'essere un rifiuto psicologico). Tutto quello che faccio in questi giorni è leggere... leggere... e leggere. Ah! E leggo anche! Oltre a trascinare mia madre a farsi succhiare litri di sangue, a cercare di portare avanti uno dei ventotto corsi che seguo, a fotografare qualunque cosa si muova e non, ed a spaccarmi due-denti-DUE con un fungo. Porcaputtanachemale. Volevo dirvi, wow, questo giveaway ha incontrato un entusiasmo inaspettato! Sono stupitissima (si può dire stupitissima o sembra solo un'alterazione del più realistico ed appropriato stupidissima?), siamo a quota 43 partecipanti, e tre soli vincitori iniziano a sembrarmi persino pochi. Farò un riepilogo dei prendenti-parte-ai-giochi prima dell'estrazione, si sa mai che faccia qualche cazzata delle mie. Che dire, grazie, sono commossa da tanto affetto! *occhioni sbrilluccicosi e lacrimuccia di gioia* Prossima volta chiedo una quota di partecipazione di 5euro, così intanto mi rifaccio gli occhiali... Sto scherzando, toglietevi dalla mente l'immagine di voi che mi prendete a scarpate sulle gengive. Anche perché mi fanno già male abbastanza (fungodelmenga). Sono qui a scrivere perché? Boh, così, un po' per rispondere in un'unica soluzione a tutti i commenti che si sono accumulati nel frattempo, un po' perché in tv c'è un film di dubbio gusto, un po' ancora perché non ho nemmeno i gatti con cui sfogarmi, che uno dorme, uno fa l'uccellino di Del Piero sulla spalla del Topo, e l'altro si rotola dentro la borsona verde dell'Ipercoop, che non so perché è finita sul pavimento. E quindi, niente, mi faccio compagnia con voi (a ri-si può dire? Sono alquanto sgrammaticata ultimamente, e sì che leggo come una dannata). Poi domani, riacquistata una minima lucidità mentale, verrò ad aggiornarmi sui vostri blog, I promise! Pensavo se parlarvi o meno dei premi in palio col giveaway, in realtà mi piacerebbe farvi agognare il ghiotterrimo primo premio, ma... no, è partito come un giveaway al buio, e credo che tale debba rimanere. Ecco, nel pieno di questo delirio, chiudo già, che il gatto nella borsa rantola in maniera inquietante, credo mi converrà tirarlo fuori, ed il mio proverbiale entusiasmo serale si sta adagiando come un cocker sul tappeto. Vi capita mai di arrivare a sera con le palle arrotolate come le trecce della principessa Leyla? Divento tanto carina e gentile che mi si terrorizza anche uno squalo leopardo. Dormiamoci sopra, và. 'night! CONTINUA A LEGGERE!

giovedì 6 ottobre 2011

Finalmente GIVEAWAY!!

Anche se sono un po' sandrona, avevo o non avevo detto giovedì?
No, allora, per essere precisi, martedì avevi detto, testuali parole, "Se riesco lo pubblico in serata, altrimenti giovedì".
Vabbeh, martedì sera non sono riuscita, e ieri ero troppo impegnata a farmi perquisire dall'Uomo Nero per trovare il tempo di preparare il banner.
Ebbene, eccoci qua!
Avrei voluto dare il via al concorso stamattina alle 5.30, che ero in piedi per accompagnare il Topo in stazione, e fare una cosa tipo TuCheSeiIlPrimoAdIscrivertiAQuest'OraBalordaRiceveraiUnPremioSpeciale, solo che al mio ritorno a casa sono crollata come una pera, roba che ci mancava solo il filo di bava penzolante e la bolla dal naso (quelle ce le ha messe Romeo per conto mio).
A proposito di Romeo, devo togliermi di qui, perché il netbook sulle mie gambe quando sono sul divano lo attira peggio delle prelibatezze allo gnu in salsa di fichi, il che non è una cosa sana, perché lo scendiletto peloso di cui sopra mi ha appena deliziata con inequivocabili e liquidi rumori riecheggianti nella sua lettiera chiusa, e dopo ciò il suo stato diarroico è piuttosto evidente. Ci manca solo che mi salti in braccio e mi scagazzi tutta.
Sto procrastinando, eh?
Lasciatemi annegare nella mia somma deficienza.

GIVEAWAY!
Ecco il banner.


Se volete pubblicarlo nella vostra pagina va bene, se non ve ne frega una cippa va bene uguale, potete partecipare lo stesso e chi se ne frega.
Sì, è chiaro il riferimento allo scambio di battute fatto coi soggetti che vedevano il senso più letterale e sporcaccione della traduzione di "Giveaway".
Scadenza il 31 ottobre.
Che bisogna fare?
Niente, dovete scegliere un numero da 385.758,0003 a 891.361,09, scegliere una tonalità di verde (acido, pisello, mela-pera-bananaacerba), mettervi in equilibrio su un piede tenendovi l'altro tra le mani e cercando di portarlo alla fronte, dicendo "Lo giuro!".
Ah no.
Va là, va là, fatemi semplicemente sapere che volete partecipare. Scrivetelo nei commenti, mandatemi una mail, un sms, gridate, tirate un rutto, fate segnali di fumo, al resto penso io.

Senza ulteriori indugi, diamo il via ufficiale al gioco a premi.
Ed è anche ora, se no tra un po' ve lo organizzate da soli.
Buona fortuna a tutti nè!

p.s. Grazie alla provvidenziale M. che mi ha ricordato di non aver specificato nulla riguardo i premi in palio, riprendo questo post per informarvi che i vincitori saranno 3, ma al momento non vi dico cosa c'è in palio. Magari, strada facendo... tremate, muahah.
CONTINUA A LEGGERE!

martedì 4 ottobre 2011

Photographic post

Sì, giuro che poi la smetto di cazzeggiare e preparo il banner per il giveaway. Se riesco lo pubblico in serata, altrimenti giovedì, verovero.
Il candore dei milanesi mi intenerisce sempre.
"Buongiorno, una ricarica Wind e 'Sopra e sotto al Po tutti dentro a Niccolò' "

Centro commerciale, tipico interno-porta di una toilette.
Carchi una dona? Prova la rompicoglioni che ti insulta a lato.

Famosissimo vip intento a fotografare con iPhone rosa numerosi piatti di pastasciutta depositati davanti a lui.
Giuro che live è ancora più brutto.
Ah, ed in primo piano, deltoide del Topo, che mi ha fatto da spalla per camuffare lo scatto.
(Questa si poteva evitare)

Bentornata a Mantova City Pri!
Questa l'ho scovata oggi, dopo essere stata a pranzo con un'amica.
Decisamente l'ideale per digerire bene, altro che Uliveto e Rocchetta.

Poco dopo, di ritorno a casa, trovo questi due cosi comodi comodi intenti a guardare con interesse "Cucina con Buddy".
Sì, quando sono uscita la tv era naturalmente spenta.

Avrei voluto scattarmi una foto all'autolavaggio, nell'attimo esatto in cui il "cavo" della pistola spara-acqua-shampoo-cera mi si è fiondato sul naso, contro gli occhiali da sole, provocandomi un carinissimo bollo rosso.
Ma capirete bene che non mi è stato possibile.

Torno al banner..?
Sì, mi sa che è meglio.
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giovedì 29 settembre 2011

Bilancio di una giornata qualsiasi a Milano

. Tangenziale bloccata - 14 km di coda con conducente auto dietro la mia intento a leggere il giornale mentre avanza a passo d'uomo.
Rischio tamponamento di posteriore-Procopio e di craniate del conducente sull'asfalto ad opera della sottoscritta: ELEVATISSIMO.

. Palpata di culo al bar da esemplare umano non meglio identificato, con residui di abbronzatura da muratore e sorriso provoleggiante.
Rischio infilaggio brioche nel naso e mazzate sulla crapa utilizzando la macchinetta del caffè: POTENZIALMENTE CERTO.

. Ascensore bloccato - per fortuna, semplicemente le porte non si aprivano a quel piano. è stato sufficiente salire di uno ulteriore. . Scambio di sguardi con donna in sala d'attesa dallo sguardo iniettato di sangue, in seguito a crisi da risata isterica ed incontenibile.

. Approccio dell'omino delle consegne di nonsocosa, che rischiando di investirmi in retromarcia col suo camioncino, anziché chiedere scusa domanda "L'hai già preso il caffè?".
Oggi odio il caffè.

. Salita su taxi sbagliato - ho chiamato un taxi per non dover spostare la macchina dal garage a pagamento (e poi riportarla). Poco dopo ne è arrivato uno, sul quale sono salita. Ingrana la marcia, parte, ed una giappocinese incazzata si scaraventa con un tonfo contro il mio finestrino, facendomi quasi lanciare per aria il telefono che tenevo poco saldamente tra mano e orecchio destro. Il taxi era il suo, il mio mi stava aspettando poco dietro. Eh ma cazzo.

. Bambino di un anno sì e no che mi prende per il culo al centro commerciale - tutto un sorriso semisdentato con ogni singola forma di vita respirante, con me pernacchie e bava.

. Spavento per signora in negozio di sanitari che aveva tutta l'aria di star vomitando in un water esposto in vetrina.
Lo stava solo pulendo.
Ma forse ci aveva già vomitato prima.


. Barbona totalmente priva di denti che, dalla parte opposta della strada, si sbraccia nella mia direzione gridando "Ciao nani!", ed attraversa la strada, venendo a stringermi la mano per farmi tanti auguri sputazzanti con le sue morbide e soffici gengive grigioverdi.

. Tassista suicida - in 5 minuti ha rischiato di tamponare 9 auto, investire 4 pedoni, e mi ha allegramente sballottata per tutto il sedile.
Chiacchierava con un collega, su un taxi nella corsia a fianco, sporgendosi attraverso i finestrini aperti.
Mentre guidava, naturalmente.

. Infermiere russo, bello e tenebroso, che faceva battute di dubbio gusto con espressione seriosa ed impassibile.
In tutta sincerità, mi intimoriva.
E lui l'ha capito, e ci provava anche gusto secondo me, razza di un sadico.
Il caso ha voluto che mi abbia beccata un po' troppo scosciata, seduta in malo modo sul letto dell'amica degente, gonnellina sollevata una gamba piegata col ginocchio verso l'esterno, l'altra penzoloni giù del letto. Passava davanti alla porta aperta, si è fermato di colpo, mi ha squadrata dal basso all'alto con quell'espressione da far rabbrividire.
In effetti credo mi abbia visto le tonsille.
E la bocca l'avevo chiusa.

E domani si fa il bis...
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martedì 27 settembre 2011

SO SORRY! Non mi sono dimenticata - giveaway in arrivo

Ce l'abbiamo fatta, abbiamo raggiunto i 100 follower!
E siccome non sono una che parla a sproposito (più o meno), il giveaway ci sarà.
Ho già scelto i vostri premi, quindi... partecipate numerosi, mi raccomando!
Ma non sono ancora qui per proclamarne l'apertura.
Perché Pri?
Perché sono 10 giorni che mi dico di mettermi giù di buona lena a creare il banner, ed invece niente.
Prometto che lo farò presto, e darò il via al giveaway.

Oggi ultimo giorno, il contratto è giunto al termine.
Quelle faine dei miei titolari hanno deciso che rimarrò a casa qualche giorno, per poi riprendermi.
Sotto quale forma contrattuale, proprio non so dirvelo.
E faremo le ferie-bis, che vi devo dire?
Mi trasferirò in Metropoli per qualche giorno, questo è tutto quello che so.
Ah, e probabilmente allora avrò il tempo di creare il banner.
Ancora una volta tutto torna.
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giovedì 22 settembre 2011

Se il mattino comune ha l'oro in bocca, il mio tra le fauci ha solo un gran casino...

Questa è una mattina da ricordare...
A parte l'essermi svegliata con un insolito anticipo sulla sveglia, stesa a pancia in giù abbracciando con passione il cuscino, con 9 kg di gatto spalmati sul sedere (forse l'anticipo sulla sveglia non è così insolito, considerato tutto); a parte Romeo (il terrorista teneroso) e Van (lo sfortunello cieco senza orecchie) che si sono azzuffati all'ingresso del bagno, facendomi sbattere la crapa contro lo stipite (porca vacca, Van mena peggio di Cassius Clay); è il viaggio in auto verso il lavoro che mi ha sconcertata.
Mi avvio, accendo la radio. Volevo sintonizzarmi su Radio Birikina per raccogliere materiale per una nuova rubrica (spoiler!), ma ho lasciato la radio pseudo-locale che ultimamente ascolto piuttosto spesso.
Proseguo con calma, e quando sono quasi a metà strada, verso le 7.45, squilla il telefono.
Non senza stupore, tasto alla cieca alla ricerca dell'aggeggio, e siccome non è esattamente piccolo, lo trovo e lo porto all'orecchio senza neanche guardare chi sia.
"Pronto?"
"Ciao Priiiii, sono Gerolamo di Radio Rovello Porro! Paolo ci ha incaricati di darti la svegliaaa!"

Non faccio in tempo a pensare "Ecche è, uno scherzo?", che sento le stesse parole alla radio.
"Oh. Ehm... sì."
"Che fai Priii, stai andando al lavoroooo?"
"... Sì... sì, in effetti sono in macchina..."
"Vaa beeene Pri, allora ti lasciamo giudare tranquilla." Parte il sottofondo musicale "Ma prima, Paolo ti ha dedicato
la nuova dei Coldplay, Paradise [linkino]. Tutta per tee, Priii, buona giornataaaa!!"
"Ehm... grazie, ciao."
La canzone va, e me l'ascolto.
Finita, torna la voce di Gerolamo.
"E questa era Paradiseeee, per dare il buongiorno alla nostra amica, che mi è parsa anche piuttosto assonnata."
Ma cazzo vuoi??!
Proseguo, arrivo nei pressi della ditta, ed ecco sul marciapiedi, una mia vecchia conoscenza: un vecchietto, sull'ottantina ad occhio, che se ne sta in piedi ad osservare le macchine che passano ed a salutare gli automobilisti, facendo l'elicottero col suo pisellino rosa.
Sìsì, avete letto bene. Da quando l'ho visto la prima volta, oltre 4 anni fa, l'ho sempre e solo visto col birillo penzolante di fuori.
Le colleghe che vivono in paese, dicono che spesso usa infilarlo tra le inferriate dei cancelli, specie se la casa in questione è accessoriata con un quadrupede abbaiante.
Pare si aggiri anche nei pressi del cimitero, e non mi interessa sapere perché.
Mi prendo il mio bel saluto svolazzante, gli faccio "ciao" con la manina, e lui, felice, rotea il cosetto con ancor più vivacità, felice che qualcuno ogni tanto lo consideri.
E finalmente arrivo in azienda, certa che mattinate simili non capitano poi così spesso.
Per fortuna.
Però una domanda rimane... ma sto Paolo che mi ha dedicato la canzone... chi è..??
No, giusto perché ancora non l'ho capito.
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mercoledì 21 settembre 2011

Time is running out

Escludendo oggi, mancano 4 giorni lavorativi allo scadere del mio ultimo contratto (sì, quello che mi hanno fatto firmare l'altroieri. Eh, lo so, stavolta avevano proprio bisogno).
Ultimo nel senso di ultimochemihannofatto, e inteso come ultimochemipossonofare.
Ebbene sì, il tempo a loro disposizione è terminato. Ed io sono ancora qui come una cogliona.
Prima delle "ferie" (ovvero della scadenza del contratto precedente), la MF si era lasciata sfuggire qualche parolina di troppo, asserendo che, dopo tanti anni passati insieme, dopo essermi brillantemente inserita in diversi contesti, e visto che il prodotto sta avendo una buona risposta da parte del mercato, sarebbero stati felici di trasformare questo susseguirsi di assunzioni in un'unica e definitiva.
Questo, detto con parole sue.
A modo mio, o meglio, rimanendo fedeli alla realtà dei fatti, il concetto è: dopo sette anni (da tanti a sette la differenza c'è) di tira e molla, dopo essere diventata idrofoba per prendere in mano il lavoro di tre dei settanta dipendenti licenziati, portandolo a termine in tempi ragionevoli e senza il minimo costo aggiuntivo per l'azienda, e visto che non ti possiamo più intortare dicendoti che il prodotto non vende ed il nostro fatturato è basso perché mia figlia si è dimenticata di tagliare via la colonnina con i conteggi del venduto dal foglio degli ordini che ti ha passato; per queste ragioni, unite al fatto che, non potendoti più assumere a termine, o teniamo te o ne troviamo quattro altrettanto imbecilli dovendo però pagare quattro stipendi, ci conviene tenerti e stop.
Al che ho switchato la manopolina del cervello su "ottimismo", ed ho deciso di impegnarmi a smettere di tormentare la respondabile del personale di Eliana Monti pregandola di assumermi, certa di saper colmare le lacune della mia inesperienza e di saper mettere tutte le mie doti di PR a disposizione dell'agenzia e della clientela. Il che è avvenuto appena in tempo, perché stavo macchinando di iscrivermi all'agenzia come finta-cliente per potermi inserire con l'inganno.
Poi il ritorno, il contratto, e la perla del RagionierMer(d)aviglia "Eeeh, poi non so cosa si potrà fare...".
I salti mortali li ho fatti, ogni tanto. E ci ho picchiato anche qualche allegra culata per terra atterrando.
Ora manca pochissimo ed al pensiero di Cosa succederà?, Quanto dovrò rimanere a casa (ovvero senza stipendio)? e Che escamotage escogiteranno per avermi qui senza assumermi? sono diventata simpatica come la sorella ipertesa di King Kong. Sì perché in un modo o nell'altro dovranno farmi lavorare fino a fine campionatura, se vogliono produrre qualcosa... il problema sarà trovare il modo (legale si presuppone, ma non è mica detto) per farlo, scansando l'ipotesi del tempo indeterminato.
Nel frattempo me ne starò a casa con la luna storterrima, e o vi tormento tutti attraverso Blogger (nelle pause dalla ricerca lavoro, che riprenderà a pieno regime), o mi trovo un'occupazione alternativa.
Pensandoci, avrei da ultimare un corso di scrittura letteraria, una sciarpina fucsia per Romeo che sto lavorando a maglia, e potrei approfittarne per qualche saluto random agli amici sparsi per l'Italia, giusto per fare bella figura ("Pensa, mi sono presa il pomeriggio libero al lavoro solo per venirti a trovare!") e tenere vivi i rapporti.
Magari stare a casa ancora un po' mi servirà a moderare la mia indole da fallocefala, e ad evitare che la suffragetta mannara che è in me prenda il sopravvento squartando il solito corriere rompiballe che adesso, che che sono le dodici e venti e siamo chiusi (e soprattutto, lui lo sa), batte il pugno sul portone con la grazia di un Grizzly in tutu, sbraitando il mio nome, nel caso in cui all'alimentari del paese accanto ancora non sapessero come mi chiamo.
Poi dicono che sono stronza.
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martedì 20 settembre 2011

Arieccoci_Ecco, purtroppo, cos'è accaduto part II

Riproviamoci. Così poi possiamo passare ad argomenti più interessanti.
Ecco com'è proseguita la giornata fieristica in quel di Milano.
Dicevo che finalmente GCV ci ha raggiunte. Non ci ha fatto mancare fin da subito le sue illuminanti constatazioni, le sue mirabolanti idee, i suoi voli pindarici verso obiettivi irraggiungibili.
Da brave cogl lavoratrici, abbiamo appuntato ogni sua elucubrazione seguendolo a passo svelto.
Tempo non più di 20 minuti, usciamo dall'Area Tendenze, GCV ci osserva.
"E adesso come ci organizziamo?"
"Sarebbe il caso di iniziare a passare dai vari stand per campionar..."
"Sì ma a che ora andiamo a casa?"
"Beh, qui sono aperti fino alle diciotto e tr..."
"Io meno sto in giro e meglio sto"
"Ma ci sono un sacco di fornitori da visit..."
"Ma non ho capito, voi fino a che ora vi vorreste fermare??"
(Espressione sconsolata) "... Se vuoi... possiamo tornare in tren..."
"Eh, sì sì, va bene! Vi servono soldi? No? Bene. Ci vediamo domani allora."

E se ne va a passo svelto, seguito dai nostri sguardi a metà tra l'incredulo e l'omicida.

Porcaputtana, non ce la posso fare, avevo scritto tutto, tutto, come faccio a ri-raccontare tutto??

Con Brigida abbiamo poi deciso di andare a pranzo prima di darci da fare.
Ci accomodiamo ad un mezzo tavolo libero con i nostri vassoi.
Ben presto arriva un cameriere, un inserviente, chiamatelo come volete, a sgomberare il mezzo tavolo accanto da vassoi e rimasugli vari. Raccoglie tutto sovrapponendo gli oggetti in un equilibrio precario, fa per andarsene. Gli cade un bicchiere (che tra parentesi mi schizza anche un po' di acqua sulla maglietta, bianca, ma oggi mi sento civile), lo raccolgo, glielo poso su un angolino libero, e sto qui mi guarda con occhio truce, e poi comincia a canticchiare, andandosene.
Mangiamo, studiando l'iter operativo ideale, e quando abbiamo finito, riecco il cameriere schizzato. Prende il vassoio di Brigida, ed io mi accorgo che il mio bicchiere, vuoto, è sul tavolo. Lo appoggio sul vassoio, che lui subito solleva. Guarda il bicchiere, lo afferra, e me lo rimette sul tavolo.
Adesso sono io che lo guardo in cagnesco.
"Grazie, ho finito"
Questo mi guarda di traverso.
E se ne va. Così.

Devo cercare di stringere, questo post rischia di diventare troppo lungo!

Ci mettiamo al lavoro, e dopo un numero imprecisato di stand zeppi di gente, nei quali sono deliberatamente stata chiamata "signora" più e più volte da personaggi del tutto indifferenti alla mia indignazione, decidiamo di concederci una pausa caffè al primo bar che incrociamo.
15 minuti di attesa per lo scontrino battuto da un manzo con gli avambracci tatuati leopardati (il leopardato farà tendenza nel prossimo autunno/inverno, secondo me l'hanno scelto apposta il barista...), altrettanti per vederci servire le tazzine piene, da un altro mezzo manzo dall'avambraccio tatuato, recante una gigantesca scritta "Tradizione Meneghina". Ah, notare che Manzo Meneghino ha chiesto a Manzo Leopardo di chi fossero i due caffè, e questo gli ha candidamente risposto "Delle signore". E avanti.
Il pomeriggio è proseguito come da tradizione, correndo da un fornitore all'altro, approfittando delle attese per arraffare ogni gadget disponibile tra borse e borsine, penne, burro cacao, portachiavi, mele (... anche qui le mele, porcamiseria!!), apribottiglie, batterie di pentole, materassi e pedane vibranti.
Oh, e lecca-lecca. Montagne di lecca-lecca rossi a forma di cuore.
Me ne stavo in attesa di attenzione da parte dell'addetta al ricevimento, quando sento una soave voce dietro di me pronunciare le parole
"Ma la signorina non ha ancora preso un lecca-lecca?"
Mi volto con gli occhi a forma di cuoricino (come il lecca-lecca appunto), e... dietro di me Nigel con due dolci cuori rossi e caramellosi.
L'ho già detto che amo quell'uomo?
In fondo qualche incontro fortunato è anche possibile.
Non posso dire lo stesso del taxista che ha accompagnato me e Brigida alla Stazione Centrale... chiacchierone, gufone e provolone.
Ci ha deliziato per 30 minuti (trentaminuti per fare 5km) con chiacchiere ininterrotte su quanto sia stressata la gente a Milano (e non gli do torto), città che ormai non offre più nulla, e "per forza poi i mariti tornano a casa e ammazzano le mogli!".
L'iniziale diffidenza, dopo queste osservazioni, ha lasciato spazio ad una certa cordialità, anche quando ha iniziato a chiederci dove vivessimo, i nostri nomi e la nostra età. Ancora un po' e mi toccava invitarlo a pranzo la domenica seguente per presentargli i miei genitori.
E naturalmente, intervallava ogni domanda con un enfatico "Aah, no no, ormai il treno è perso...".
Alla faccia sua, l'abbiamo preso invece, il treno.
... Va beh, colpa mia che, quando mi ha chiesto quando partisse, ho anticipato accidentalmente l'orario di 20 minuti, in modo che perdesse la voglia di allungare la strada...
Uno dei lecca-lecca di Nigel mi ha tenuto buona sul treno del ritorno, dove ho trascorso due ore imprecando per l'aumento continuo delle tariffe, volto ad offrire ai viaggiatori servizi sempre più indecenti.
Detto questo, potete immaginare quanto ero felice di essere tornata a casa, dopo quasi 16 ore a zonzo..?
Ecco, non lo fate.
Perché non avevo considerato una cosa: la mia auto non era parcheggiata alla stazione ferroviaria a Mantova... era nel cortile dell'azienda.
Chiusa.
Alle 10 di sera.
Alla faccia dell'organizzazione.
L'anno prossimo col cazzo che ci vado ancora.
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lunedì 19 settembre 2011

Pri's wishlist

Dopo questo episodio, in particolare a causa di queste conseguenze, ho finalmente trovato il mio nuovo oggetto del desiderio.
E me lo prenderò. Oooh, se me lo prenderò.
Così qualcuno non avrà più nulla a cui attaccarsi per prendermi in giro.

Persino il nome sembra studiato appositamente per me.
Quando la tecnologia (se di tecnoogia si può parlare) produce qualcosa di veramente, grandiosamente, tremendamente utile... CONTINUA A LEGGERE!

La seconda parte di "In fiera con GCV minuto per minuto"...

... l'avevo scritta ieri all'85%.
Poi quel ca##o di netbook si è spento, Riavvio del sistema automatico.
Ah beh, tanto si salva, poi domani con calma lo concludo e lo pubblico.
E invece no.
Voterò la mia causa a Sant'Ermogene, e se mi farà grazia della volontà di riscrivere tutto, recupererò. CONTINUA A LEGGERE!

giovedì 15 settembre 2011

Ecco, purtroppo, cos'è accaduto - part I

Eccomi di ritorno dalla mia trasferta milanese-flash.
Io ci ho provato a convincere il GranCapo a lasciarmi tornare là anche oggi, ma senza risultati.
Cioè, più che tornare, lì mi fermavo. Mi insediavo tipo parassita a casa del Topo, mandavo mia mamma a nutrire i 3 pelosi a casa mia, e stop. Ah, prima di tutto avrei dovuto ricordarmi di avvisare il Topo di non prendere il treno, altrimenti o tornava indietro, o lui entrava a casa mia, che le chiavi le ha, mentre io rimediavo un lenzuolo da un appendi biancheria a caso e 5-6 rametti e mi facevo la canadese nel giardino condominiale chez Topo. Magari passava anche la gatta condominiale e come tradizione la importunavo fino a portarmela nella tenda ed utilizzarla come peluche per la notte. È un programma di emergenza attuabile fino a novembre, dopodiché in casi come questo dovrei fare l'autostop per tornare a casa. O rispolverare vecchie conoscenze della zona, correndo il rischio di ritrovarmi con un arto in meno al risveglio.
Ieri mattina, tra uno sprint e una sgommata, sono arrivata puntuale davanti alla ditta, pronta ed esser caricata sulla VolpMobile.
Io sono arrivata. Lui no.
Quando finalmente si è fatto vedere (nel frattempo mi ha raggiunta anche la mia collega, che per comodità chiameremo Brigida), ci ha caricate in macchina ed è partito alla volta della metropoli.
Tempo 20 minuti, le palpebre hanno iniziato a farmisi pesanti, e come sotto l'influsso ipnotico di Jucas Casella, facevano per chiudersi sempre più.
Mi sono infilata gli occhiali da sole, per poter fingere di non essere particolarmente invogliata al pisolino con fronte e guancia schiantate contro il finestrino. Ma quando la mia testa ha iniziato a scattare ritmicamente verso il basso, dubito che GCV abbia pensato stessi facendo headbanging, vista la musica inesistente, e mosso a compassione, si è fermato in autogrill per una veloce colazione. Che lui, schifato, non ha consumato.
Siamo ripartiti, e beneficiando degli effetti della caffeina assunta, ho potuto appurare che sì, guida veramente uno schifo: inchiodate, sgasate, tratti percorsi in corsia d'emergenza, parolacce, sbuffate. Mancavano solo due rutti e un dito nel naso ed il quadro era completo.
Tralasciando il casino trovato all'uscita dell'autostrada a Milano, entrando in tangenziale, uno dei motivi per i quali non mi trasferiro mai in quella città, anche se ogni cosa rema contro questa mia convinzione; tralasciando la constatazione amichevole tra un trasporto eccezionale ed una Seicento; tralasciando il camionistorso (raro esemplare di camionista con pelo riccio che da petto-spalle-schiena si congiunge con barba e capelli in un'unica fluida onda pelosa) incolonnato a fianco a noi, con la targhetta "SESSO" sul parabrezza, che mi fa l'occhiolino perché con lo sguardo perso nel vuoto da 10 minuti devo averlo fissato trasmettendogli non oso immaginare quali lussuriosi segnali... insomma, siamo arrivati alla fiera.
Brigida ed io siamo state aggraziatamente scaricate a 500 metri dall'ingresso, che GCV doveva trovare parcheggio.
Visto il ritardo di due ore sulla tabella di marcia, dopo aver ricevuto da Chris Rock l'autorizzazione ad entrare (giuro, aveva lo stesso sorriso, ed io ero lì come un'ebete a guardarlo divertita), ci siamo messe subito al lavoro.
Entrate nell'Area Tendenze, ho lasciato via libera all'ispirazione, disegnando qualunque cosa mi venisse in mente, compresa una soffice pecora con lo sguardo allucinato seduta su una poltrona con in mano un boccale di birra. Sono lì che metto a punto un disegno geometrico effetto tridimensionale che dovrò riprodurre, maledicendomi, su un programma di grafica del 400 a. C. , quando un vocione alle mie spalle, o meglio sulle mie spalle, dice:  
"Mmh. Interessante. Io però non lo lavorerei in bicolore, inserirei un colore di rottura" 
La rottura la stai producendo tu ai miei maroni. 
Mi giro, e qui, maschietti, perdonatemi se non avetee presente il personaggio in questione... mi si para davanti Nigel, direttamente dal set de "Il diavolo veste Prada", ma se dico identico, non siamo neanche a metà. E qui m'ha fatto un po' simpatia perche a me, Stanley Tucci, piace. Ma che ho gusti strani non è una novità. Mi ha sorriso, e se n'è andato. 
Mi si avvicina la Brigida, e mi fa, con la sua proverbiale finezza:  
"Cazzo stavi facendo con Nigel, lì, te lo stavi rimorchiando? Non l'hai mica visto che è finocchio?"
"Sinceramente ero più propensa a dirgli di farsi una padellata di cazzi suoi, ma mi ha battuta sul tempo e se n'é andato." 
E finalmente, GCV ci ha raggiunte. 
Ma facciamo che adesso vi lascio così e vado a sbucciarmi la mela. 
Tornerò poi col resto del resoconto, e, si spera, un coltello ancora intero.
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martedì 13 settembre 2011

Ma devo proprio...?

Siamo a settembre, e settembre per me non significa solo rientro dalle ferie (o nuovo contratto, nel mio caso).
Settembre uguale nuove collezioni.
Nuove collezioni che dovrebbero esser pronte per fine gennaio, e puntualmente GranCapoVolpe & MoglieFaina vogliono concluse entro metà Ottobre.
Mi pare giusto.
Settembre uguale CelebreFieraPromotriceDiProdottiTessili a Milano, che si sta svolgendo a partire da questa mattina, ed alla quale ogni anno ci facciamo un popò tanto camminando come indiavolate, io e la mia collega, passando di stand in stand a campionare l'impossibile per le nuove collezioni, certe di vedere tutto defenestrato nel giro dei dieci giorni successivi.
E domani ci tocca, sì.
E ci divertiremmo anche, perché mica è vero che non amiamo il nostro lavoro.
Ci divertiremmo, se non fosse per GCV che ci vuole accompagnare nonché indirizzare per tutto il giorno.
Sì perché quest'anno non ci fermiamo due giorni, facciamo in flash-mode perché lui ha deciso così.
Non sono esattamente qui che canto l’inno alla gioia.
Domattina alle 6.30 Sua Cacchionità ci aspetta qui davanti alla ditta per partire.
Ma porcatroia dobbiamo andare a Milano mica fare la traversata Atlantica.
Come tradizione vuole, parcheggerà a Cantù per poi raggiungere a piedi e coi mezzi la zona fiera.
Saliremo nel padiglione di nostro suo interesse, lo seguiremo evitando improvvise reazioni da coguare bipolari, ed attenderemo con pazienza che lui decida che è ora di tornare a casa.
Non è che esondi entusiasmo.
Prego solo che GCV sia di buon umore, o il rischio di mandarlo con fare enfatico in vacanza a Collefiorito entro sera è terribilmente alto.
L’imminchiamento potrebbe debordare, e i miei punti simpatia diminuire, ed il mio tanto agognato contratto farmi il gesto dell'ombrello e volare via bevendo una lattina di Red Bull.
Non so bene perché, ma qualcosa mi dice che sarà un giornata griffata Via della Sfiga...
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giovedì 8 settembre 2011

Buon appetito! ... mavacagà.

Dovrei essere qui a dedicarmi alla mia strabiliante pausa pranzo, a fottermene del corriere che mi bussa sulla spalla perché deve scaricare non ho ben capito cosa, ed ingurgitare qualcosa che mi permetta di tirare sera, possibilmente con una sosta in piscina per la mia lezione di acquagym.
E invece no.
Premetto che, rullo di tamburi, ho firmato il contratto! Stavolta hanno superato ogni più rosea aspettativa, e mi hanno assunta per 20 giorni.
E già questo mi fa roteare non poco le bolas.
Perché passi la pausa pranzo scrivendo, anziché, come fanno gli esseri umani, mangiando?
Oh, che volete, sempre davanti al computer sono, cosa cambia?
... Ok, però dobbiamo fare un piccolissimo passo indietro.
Seguitemi.
Tana dei topi, mercoledì 7 Settembre, ore 04:50.
La sveglia di lui suona.
Cioè, credo che suoni, dovrebbe.
Il Topo si alza, smadonnando in bengalese.
Io, come ogni mattina, afferro il cuscino, che lui non dorme col cuscino appoggiato alla testiera del letto, no, ce lo mette direttamente sopra, lo riporto in orizzontale sul materasso, e riprendo a ronfare con grazia.
Trascorre un tempo indefinito, sufficiente a consentire al Topo di consumare una veloce colazione, lavarsi e vestirsi, dopodiché, il piccolo sorcio, si siede sul letto e mi desta con un bacio, al solo scopo di farmi alzare perché lo segua fino all'uscio di casa, affinché possa accertarsi che io mi chiuda dentro a tripla mandata, che non si sa mai.
Con una falcata femminile al punto che uno scimpanzè a confronto sembra Gisele Bundchen in passerella, arrancando e rotolando seguo il Topo fino alla porta di casa.
"Amore, prima ti ho lavato della frutta, così puoi portartela al lavoro"
Focalizzo sul ripiano della cucina una piantagione di mele, pesche e banane, frutta che io compro in quantità, ma che puntualmente, eccezion fatta per le banane, non mi porto mai al lavoro perché sono troppo in ritardo per perdere tempo a lavarla.
Lavarla la sera prima per esempio?
Sì, ma se lo facessi non sarai io, vi basti questo.
Saluto il premuroso roditore, e gattono verso il letto, per dedicarmi ad una succulenta ora e mezza di sonno aggiuntiva.
Ora, di tutta questa frutta, ieri, ne ho consumata una quantità modesta.
Il resto è rimasto nella borsa del pranzo.
Veniamo ad oggi.
Siccome ho la piscina, voglio stare leggera, bene? Bene.
Insalata e frutta rimasta. Ottimo.
L'insalata, quella maledetta, stamattina appena fuori dal frigo era ornata di stalattiti e stalagmiti, porcatroia. Non può adesso presentarmisi marrone!
Via nel cestino.
"Vabbé, mangiamo la frutta."
Ruma nella borsa alla ricerca della pesca... PLOCH. Il dito affonda in qualcosa di molliccio.
Può una pesca terrestre marcire e mostrare un soffice strato di candida muffa in 6 ore?
Via nel cestino bis.
Un po' incacchiata, ficco la testa nella borsa e tiro fuori banana, mela e coltello.
Mi accingo a tagliare a metà la mela e...
Adesso ditemi voi come faccio a non incazzarmi.
Ed il mio sfigometro del mattino prometteva una giornata all'insegna della buona sorte.
Pensate se mi diceva invece che non mi andava di culo!

... La banana ci provo a mangiarla o..?
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martedì 6 settembre 2011

Primo giorno di lavoro. Perché merita.

Vi ricordate la disperazione per le 4 settimane di ferie forzate di qualche post fa (e giorno seguente)?
Ebbene, giuro che ero presa malissimo.
Eppure, 'cidenti, sono volate!!
Eccheccazz'haifatto?
E che ne so?
Fatto sta che... eccomi qui.
Io e la MoglieFaina (per chi incontrasse questo  animal  personaggio per la prima volta: Moglie Del Capo) ci siamo augurate buone ferie ripromettendoci un nuovo inizio la seconda settimana di Settembre.
"Riprendiamo tutti il 5! Riprendiamo tutti il 5!"
Ah.
"Ma vedrai che la settimana del 29 sicuramente ci sentiremo. Che magari c'è anche bisogno di un paio d'orette, aaaahhh..."
Aaaahhh...
E quindi sono fuggita a gambe levate e stridìo di pneumatici verso casa.
Passa il fine settimana, passa la prima settimana... la seconda... la terza... incredibilmente, la quarta.
Sono alle piscine comunali a provare le gioie del farmi ripetutamente scaraventare sott'acqua dal Topo mentre accanto a noi c'è solo un papà che infierisce su un altro papà, in posizione orizzontale, gonfiandolo di botte con un tubo di spugna ed una violenza inaudita... il cielo è nero e si possono scorgere i primi lampi... ed io realizzo che, caspita, la settimana del 29 è giunta al termine, è domenica 4 Settembre!
Urge consulto: sms alla collega, chiedendo delucidazioni sul da farsi.
Il responso é InviareSmsAllaMoglieFaina.
E lo faccio con molta diplomazia, chiedendole se andare l'indomani, o attendere una chiamata.
Risposta?
Ancheno.
Così, con l'entusiasmo di una pentola di borlotti in cottura, ho raggiunto  l'uffic   l'aziend  quel cacchio di sottosoppalco  insomma quella roba lì.
Il GranCapoVolpe mi vede, e mi saluta come nulla fosse.
... A ben pensarci, mi sa che è informato sulla mia situazione contrattuale come io lo sono sul programma della Sagra del formaggio Maiorchino (è mica lì che c'è la gara di lancio delle forme di formaggio?).
Decido di aspettare la MF, e mi metto al lavoro.
Passa la mattina...
Passa il pomeriggio...
Verso sera, eccola arrivare nel sottosoppalco.
"Ciaaaoo!" alla collega.
"Ciaaaoo!" a me.
"Ooh, che bello, qui siamo già partiti in quarta, eh?"
"Già, giochiamo d'anticip..."
"Ma... ma PRIII, non mi aspettavo di vedertiiih!"
Lo so che mi ha salutata due secondi fa, ma non infieriamo, dai.
"In effetti non sapevo se aspettare una tua telefonata, o prendere per buono il tuo Ripartiamo il 5. Ti ho mandato un messaggio, ma non vedendo alcuna risposta ho preferito essere presente ed eventualmente essere rispedita a casa, piuttosto che mancare..."
"Sììì, ho visto un messaggio ieri, ma non l'ho mica lettoooh, ahahah..."
Contenta tu.
Nel frattempo, arriva il GCV. E lei continua.
"Magari oggi ti porti avanti, poi domani stai a casa e..."
"MACHECAZZOSTAIDICENDO?!?" [cit.] GCV spalanca la bocca fino quasi ad ingoiare la testa della povera moglie.
Morale della favola, sono qui.
Senza un contratto, ma ci sono.
E devo anche correre, che qui han voglia di assistere a qualche miracolo evidentemente.
Me ne sono tornata a casa con un mal di testa fastidioso e pulsante, mi sentivo un castoro nel cranio rosicchiarmi il cervello.
Ma durante i 40 minuti di auto del viaggio di ritorno, mi sono rilassata eh.
Quattro sigarette e zapping (si può dire zapping?) selvaggio alla radio.
Ora, dovete sapere che tra le stazioni radio memorizzate, ho inserito anche Radio Birikina (è scritto davvero così, non sono io, giuro), che propone i grandi successi anni '60-'70-'80, e mi tiene zitto e fermo mio padre quando lo scarrozzo e rompe i coglioni.
Ieri, ripensando malinconicamente al livello di rilassamento personale raggiunto in queste settimane, e già perso, arrivo su Radio Birikina, boccata di fumo e stress in uscita, quando sento l'intro della celeberrima Tornerò dei Santo California.
L'ho ascoltata, l'ho cantata con ardore e passione, e dentro me sentivo come se fosse la mia agognata, raggiunta ed infine persa tranquillità mentale, che mi parlava attraverso le parole della canzone.
Fate voi.
Poi a casa non è andata meglio... ma questa è un'altra storia.
Ciliegina on the tort, ho anche scordato il pranzo oggi.
Ma posso sempre attuare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, right?
Tanto, miracolo più miracolo meno...
CONTINUA A LEGGERE!

mercoledì 31 agosto 2011

Quando il tuo incubo viene a cercarti a casa

Perché sono una persona così educata...?
Perché quando mi serve fregarmene del prossimo e fare la stronza non ci riesco, ed in tutti gli altri momenti sì?
Il mio problema maybe è che non è che sono stronza, a volte stronzeggio, tutto qua.
26° giorno di ferie.
Sul divano, immobilizzata da Semola, che ha deciso di ronfarmi su una spalla.
Che faccio?
Ho vicino tre oggetti:
. Cellulare (uguale Sudoku). Non sono abbastanza sveglia.
. Cubo di Rubik. Oggi non c'ho voglia e poi ho solo una mano libera, quindi no.
. Telecomando, sotto al culo di Romeo.
Mi faccio strada sotto la panzotta pelosa dello sdentato, accendo la tv e mi metto a guardare L'aggiustatutto a domicilio.
Siccome il mio gatto esige la facoltà di cambiare canale, con le zampette posteriori e molta nonchalance, gira.
La tv passa su Rete Castrofilippo, canale di televendite no-stop, e mi metto ad osservare rapita il prodotto pubblicizzato: un magico stucco per pelle. Ah no, è un fondotinta. Però copre come lo stucco, la sola differenza è che è rosa. Ah, ti danno pure la cazzuola omaggio?
Sono lì che penso che potrebbe anche tornarmi utile, metti che mi rompa i coglioni di vedermi i tatuaggi e voglia rivedere la mia pelle priva di inchiostro nero, quando Prrr Prrrrrrrrrr, il citofono (non è una pernacchia, anche se...) suona con molta poca grazia, il gatto mi si spaventa e salta giù dalla mia spalla, e mi lascia quel lieve dolorino che una gatto di 9 kg potrebbe causare se utilizza la tua spalla per darsi la spinta e zompare più in là.
"E adesso chi è, che persino il postino si rifiuta di suonare quando deve consegnarmi un pacco?"
Sto seriamente pensando di non rispondere... ma mi alzo e raggiungo il citofono.
"Sì?"
"Ciaooo, sei la Pri?"
"Eh... in effetti..."
"Ciaooo Pri, sono WilliNarciso del Follettooo, tu ce l'hai il Follettooo?"
"No, ma guardi, non mi interes..."
"Daaaiiii che ti faccio vedere l'ultima novità del Follettooo, è strabello il nuovo Folletooo, saiii?"

Vi giuro, ha detto strabello. Solo per questo gli avrei attaccato il citofono in faccia, sarei uscita sul balcone, e gli avrei scaraventato in testa la lettiera del gatto.
"No, davvero, non mi int..."
"Daiii, che ci mettiamo 10 minuti e vedere il nuovo Folletooo, senza impegnooo, guardare non costa nulaaa..."
"Guardi, non è proprio il momen..."
"Ma ti assicuro che facciamo prestissimooo! Ti mostro anche il nuovissimo strumento per pulire il materasso senza togliere le lenzuolaaa!"

Cazzo, meglio della Fata Smemorina, e senza avere sorci per casa!
"Non mi dica. Senta, ora non posso proprio, ma nel caso fossi interessata, un suo collega è mio amico, e posso chiedere a lu..."
"NO! Eheheheheheheh, no cara Pri, non puoi, perché stiamo passando noiii, non puoi chiedere a qualcun altrooo, eeeeeheheheh... Dai, dimmi a che piano sei che vengo su e ti faccio vedere io una bella cosaaa."

Che detta così, non so voi...
"Mille volte grazie, ma no."
"Aah, sei proprio irremovibile, eeeh? E dimmi, a lavoro stai messa bene?"
"Scusi..?"
"Sì, sì, il lavoro. Cell'haiii? Ettipiaceee?"

Sticazzi.
"Ooh, sissì, sono soddisfattissima!"
"No perchééé noi stiamo anche cercando ragazze per fare le promot..."
"ANCHE NO SONO A POSTO GRAZIE!"
"Senti Priii, se mi fai salire ti lascio il mio biglietto da visita così se ci ripensiii..."
"Lo lasci pure nella cassetta della posta, e grazie mille per le allettanti offerte. Buona giornata"
"A teee Priii, a teee! #@*£%@$#§&£$@§#£$%
(probabile insulto o bestemmia dal significato non pervenuto)... "
Tempo 10 secondi, Prrr Prrrrr.
Sarà WilliNarciso che non trova la cassetta della posta..?
Ops... ho accidentalmente dimenticato di dirgli che è una di quelle senza nome...
Stavolta no, non rispondo.
Col cazzo che mi sorbisco un altro quarto d'ora delle mirabolanti avventure del Folletto.
Credo se ne sia fatto una ragione, sta già citofonando ad altri appartamenti.
Ora posso darmi alla visione di SOS Tata, con la Tatona di colore che incita i bambini a giocare ad una cosa che dalla sua bocca, col suo adorabile accento, suona come Cacchio Balilla.
Qui chiudo, vado a dare man forte alla vecchina del piano di sotto che sta prendendo il promoter a parolacce.
CONTINUA A LEGGERE!

sabato 27 agosto 2011

Ah, e guardate...

... che se riusciamo ad arrivare al 100esimo follower, facciamo un bel giveaway!
Maggiori dettagli più avanti.
Io vi ho avvisati... CONTINUA A LEGGERE!

Ma i piedi gelati in agosto..??

No, sono felice perché se non altro mi danno una sana ispirazione.
Ieri pomeriggio, con mio fratello e senza Topo sono andata -che novità- in piscina.
Ragazzi miei, c'è caldo. Almeno in acqua posso stare fresca.
E poi erano 4 giorni che mio fratello mi scartavetrava i maroni chiedendomi quando lo avrei portato anziché salutarmi quando varcavo la porta di casa sua.
Ieri ho indubbiamente fatto il pieno di autostima: ho subito un tentativo di rimorchio da un undicenne. E da un papà. Non dell'undicenne.
Stavo seguendo il piccolo scapestrato mentre cercava di nuotare nell'acqua alta. Cioè, alta per lui, perché eravamo vicini a bordo e scaletta.
D'un tratto, questo cosetto abbronzato con occhialini e costume rossi, mi saluta.
Ricambio, con un sorriso extra, che mi sento gentile oggi.
"Guarda!" mi urla.
Va sott'acqua e inizia a fare capriole.
"Ooh, che bravo! Io non ne sono capace, sai? Sei davvero bravo!" Lo elogio, divertita. Sì sì, ero seria, stranamente non ho fatto dell'ironia stavolta! Mi stava simpatico, pressapoco.
"Guarda!" Altre acrobazie.
"Guarda!" Si tuffa dal bordo.
"Guarda!" Si butta in acqua all'indietro.
"Io mi chiamo Klaqualcosa [nome impronunciabile che mai ricorderò], con la kappa!"
"Ooh"
"Tu come ti chiami?"

Risponde mio fratello, nonsobeneperché.
"Io mi chiamo FratellodiPri e lei è mia sorella Pri"
"Che bellissimo nome..."

My brother "Grazie, grazie, l'ha scelto le..."
"No, dicevo a tua sorella"

Esticazzi.
Klaqualcosa continua.
"Mio papà ha il camion"
"Oh, ma pensa"
"Mi ha portato qui lui"
"Ah, perché è andato via?"
"Sì ma poi torna a prendermi, tanto abito qui vicino, sto in via Vattelapesca 85 a Paesedellapiscina! Poi quando torna vieni sul camion con me!"
"Mah, guarda, magari un'altra volta eh..."
"Dai, viene a prenderci mio papà e noi andiamo sul camion didietro"

Fantastico.
Ricomincio a far fare il riporto a mio fratello con la palla verde con gli alieni, tirandola nell'altra piscina, ed in 3 o 4 tiri abbiamo avuto la scusa per cambiare vasca e lasciarci alle spalle Klaqualcosa.
Facciamo i nostri comodi per una buona mezzora, salvo poi ritrovarci il piccolo camionista di nuovo in zona, accessoriato con un fantastico tappanaso.
Mio fratello va in visibilio.
"Ooooh, è queeeelloooo che mi devi comprare tuuuu!!"
Gli occhi di Klaqualcosa si illuminano.
"L'ho preso al supermercato, quello che c'è otto paesi dopo questo, hai presente?"
"Oh... oh, ma ceeerrrtooo!!!"
"Guarda, ti spiego io dov'è. Anzi, quando ci viene a prendere mio papà col camion [aridaje] ti ci porto io, così dopo andiamo a prendere la pizza e la mangiamo insieme!"
"Ma che gentile... però, sai..."
Sono già pronta a sfoderare la scusa dello yogurt in scadenza da mangiare assolutamente stasera per cena, quando una barbie (NON BarbieMastoplasticaAdditiva dell'episodio precedente, no, quella l'abbiamo già sistemata.....) vola disegnando un arcobaleno nel cielo, e si schianta sul testone di Klaqualcosa. Ecco sbucare dietro di noi un'adorabile quattrenne, che nel giro di 10 minuti mi chiederà di adottarla.
Sicuramente un pomeriggio ricco di emozioni. Specie quando un BabboManzo mancato, ha pensato bene di sedermi accanto, in acqua, mentre mi rotolavo la palla verde con gli alieni tra le tette (certo che anch'io...) constatando che le dimensioni delle tre sfere erano curiosamente simili (urge specificare che trattasi di micropalle da piscina, non di palloni da beach volley, giusto per non alimentare porno-illusioni).
"Ehi..."
"..."

Gonfia un pettorale.
"Stanca?"
"Mh..."

Gonfia l'altro pettorale.
"Nuotato tanto, eh..?"
Scrollata di spalle. Mia. So essere piacevole come il proverbiale gatto attaccato ai maroni quando voglio.
Nel frattempo, mio fratello sguazza lontano, e il BabboManzo mancato pare non averlo notato. Peccato perché sono pronta a spacciarlo per mio figlio (già in passato la cosa aveva sortito l'effetto desiderato). Nel frattempo mi interrogo sui motivi che possano spingere un individuo ad attaccare bottone ad una giovane donna intenta a rotolare in acqua una palla, da sola.
"Noi è tanto che siamo qui..." indicando la figlioletta con un cenno del capo "quasi quasi tra un po' schizziamo via. Tu quando esci?"
E strizza l'occhio. Ma probabilmente ha un tic.
Già uno che mi dice "schizziamo via" lo appenderei alla scaletta a testa in giù, possibilmente vicino a BarbieMastoplasticaAdditiva così si fanno compagnia.
"Guarda, devo sentire cosa dice il bambino", e calco molto le ultime due parole, indicando mio fratello, che forte del suo metro e quarantadue per nove anni, mi saluta saltellando e sputando acqua a spruzzi.
BabboManzo mancato mi guarda con gli occhi sgranati.
"Ma quanti anni hai?"
Sollevo le sopracciglia ed accenno un sorriso che spero abbia tutta l'aria di dire MaFaiUnPo'Te.
"No, è che ad occhio pensavo 18-19"
Cazzo perché fossi stata appena maggiorenne sarei stata una preda appetibile ed invece visto che ho presumibilmente figliato no.
Poco a poco ed in maniera molto discreta, si è allontanato da solo. Ed è stato meglio per lui.
Evidentemente il mio nuovo colorito fosforescente ha il suo fascino, purtroppo.
Perla del giorno, che va ad aggiungersi agli exploit dei già citati Manzi, un altro ManzoPapà, che ha insistito per mettere suo figlio di 5-6 anni sott'acqua per "fare le bolle". Bambino in lacrime, il Manzo l'ha cacciato sotto lo stesso, tirandolo su circa 4 secondi dopo e sentendosi gridare a tutta voce "PAPÀ SEI UNA MERDAAAA!!!".
"Ehi, non si dà della "cacca" al papà!"
Infatti non ti ha dato della cacca, ti ha detto che sei una merda, il che è una sacrosanta verità.
Credo che, per questa settimana, di piscina basta. Passerò il tempo aggiornandomi sui vostri blog, che devo mettermi in pari. Magari messa come sono ora, sdraiata sul divano, un calice di buonissimo vino in mano, con le gambe appoggiate sulle ginocchia del Topo, che mi scalda i piedini gelati.
Sì, perché ci sono quaranta gradi, ed io ho i piedi freddi.
Maybe we have a little problem.
CONTINUA A LEGGERE!

giovedì 25 agosto 2011

Io guardo i manzi per la comunità [cit.]

Siamo a metà percorso, dopo due settimane di ferie meno disastrose di quanto temessi.
Ho latitato un po' negli ultimi tempi, lo so... e no, non è stato perché il Topo si è convinto a portarmi in Sicilia.
In questi giorni c'è stato un picco di caldo incredibile, e per me che, non me ne vogliate, potrebbe essere autunno 12 mesi l'anno, è traumatico.
Sono sopravvissuta vivendo buona parte delle mie giornate dentro una piscina.

Tralasciamo come mi sono ridotta spalle e naso, che Rudolph la renna mi fa una pippa...
Mi sono caricata il Topo ed il mio fratellino in macchina, e via. Ed ho così scoperto che la piscina nasconde un ambiente alla Toy Story 3, fatto di Barbie, Ken e tanti animali.
Scopo di queste gite, oltre lo stare freschi, era insegnare al piccolo a nuotare (e magari anche a me).
Fortunatamente ha preso ben presto confidenza con l'acqua, dilettandosi a schizzarmi onde anomale d'acqua&cloro non appena aprivo la bocca per parlare. Poi abbiamo iniziato insieme a muoverci sconclusionatamente in acqua, probabilmente facendo credere alla gente a bordo vasca di essere in preda a convulsioni.
Il piccolo ha preso a schizzarsi acqua con un piùomenocoetaneo, ed io lo osservavo felice socializzare con questo nuovo amico. Nel frattempo, ho notato aggirarsi come uno squalo attorno a loro, un piccolo coso biondo, sui 6 anni ad occhio, tanto abbronzato quanto poco amichevole. Il mio lato-mamma è uscito ed ho iniziato a tenerlo d'occhio, lui ed il suo Super Liquidator. Lo guardavo e non potevo fare a meno di associarlo ad un piccolo tedesco. Non avevo mai visto nessuno con cute e capelli fosforescenti, specie rispetto al marroncino-caffè della pelle.
Quando i due, ovvero mio fratello ed il nuovo amico, hanno iniziato a legare (rapporto misurabile in base al quantitativo d'acqua che si tiravano addosso), è sbucato il piccolo Führer, che per comodità chiameremo AchtungBimboAriano, armato fino ai denti, che con una smorfia simpatica come quella del tacchino incazzato di mio nonno che mi rincorreva da bambina, ha gridato "Smettila di schizzare il mio amicoooh!!"
Ma porcaputtana, il tuo amico ha fatto bere a mio fratello mezza piscina, due salvagenti e un papà, e tu rompi i coglioni a lui??
L'ho lievemente-ma-solo-lievemente fulminato con lo sguardo, maledicendolo in creolo haitiano per non farmi capire, ed ho allontanato mio fratello ed i suoi sogni di amicizia infranti.
Il bimbo si è nuovamente dedicato al gioco acquatico alternato al TiriamoSott'AcquaMiaSorellaCheTantoSeBeveÈContenta, ed io e il Topo, nella piscina da 80cm di profondità, ci siamo messi seduti, nel tentativo di farci avvolgere dalla frescura clorata. Per tenere lontano mio fratello o quantomeno smettere di bere, ho iniziato a fargli fare il riporto tirando in casino braccioli e occhialini, approfittando dei momenti in cui era lontano per accoccolarmi con la guancia sulla spalla prossima all'ustione del Topino. Mi guardo attorno e noto una biondazza tuttatette che fa gli occhi dolci al mio uomo. E facciamo finta di niente. Guardo altrove, mi rigiro, rieccola lì, che aggiunge un'innocente ed involontaria strizzata di tette tra le braccia, guardando il Topo languidamente.
"Se Barbie Mastoplastica Additiva lì non la pianta mi alzo e la lego alla scaletta per i capelli"
E lui:
"Aaahh..?"
Nemmeno se n'era accorto. Queste so' soddisfazioni.
Nel frattempo AchtungBimboAriano saltava come un Tigro Biondo ma altrettanto arancione da una vasca all'altra, deliziandomi con amorevoli spruzzi, che nemmeno Full Metal Papy, metallaro inside con costume borchiato e globo-panza con riproduzione dell'Asia fatta di pelo, riusciva a produrre coi suoi soavi e delicati tuffi a bomba. Davvero, quel bambino lì l'ho odiato. E vi dico subito che ci siamo tornati anche il giorno successivo, e due giorni dopo... e lui C'ERA.
Ora, io ho "nuotato" per la prima volta nella mia vita, ehm... 10 giorni fa. E neanche troppo bene, considerando che mi ha sempre terrorizzata rimanere sospesa nel nulla in mezzo all'acqua. Pertanto, se mentre io annaspo ringraziando San Cristoforo perché non vado a fondo come un sacco di calce, non può una carovana di bambini infoiati dall'acqua come mio cugino da Franco Trentalance tuffarmisi sulla colonna vertebrale mentre avanzo lentamente verso il bordo vasca, cazzo.
Altra chicca di queste escursioni acquatiche: i Manzi.
Il primo impatto è stato traumatico: il sole si è oscurato, improvvisamente. L'acqua raffreddata a tal punto che nemmeno il tenero pisciottare dei bambini è servito a scaldarla (non pensare, non pensare che quella carogna di tuo fratello ti ha fatto bere fino a 5 minuti fa). Ho alzato gli occhi... ed eccolo, il frutto dell'amore tra Mister Muscolo Idraulico Gel e Mastro Lindo. Pompato, tonico e rigonfio, con un'abbronzatura africana e lo sguardo compiaciuto per le occhiate arrapate delle mamme della vasca baby.
Il Topo me lo indica come esempio del fisico ideale, io lo squadro. Lo squadro. Lo squadro. E quando arrivo al sudombelico, fasciato in un microslippino attillato e traslucido, trattengo una grassa risata, producendo una specie di pernacchia tra lingua e palato nello sforzo di soffocarla. La virilità di Ken di Barbie mi è apparsa in tutta la sua devastante natura.
Al ManzoLindo, ne sono seguiti altri. Meno pelati, ma di pari imbarazzanti caratteristiche, si aggiravano fieri in 80cm d'acqua, gonfiando bicipiti e deltoidi, indossando costosi occhiali da sole con mosse degne del più richiesto fotomodello, grufolando tra le mamme in calore ed i loro bimbi in pericolo di annegamento.
BarbaManzo, con la sua esilarante barbetta (una strisciolina che dal labbro inferiore scendeva lungo tutto il mento, estendendosi al di sotto di esso come una grondaia fino alle clavicole), mi ha offerto inconsapevolmente lo spunto per questo post. Giusto per non farmi notare, alternavo lo sguardo da lui a ManzoBronze, suo amico del cuore, e una volta l'ho guardato in tempo per vederlo cercare di annegare un bambino, salendogli a sedere sulle spalle. Lui. In spalla ad un bambino di 7 anni, mese più mese meno.
Nella vasca a fianco, tra gli spruzzi di AchtungBimboArianoIncazzato, perché la mamma non voleva si tuffasse con cotanto entusiasmo, un gruppo di GiovaniManziCrescono stava scagliando per aria una povera bambina, tra le urla di questa, e le risate dei bovini.
Mi è talmente dispiaciuto andarmene, che ho proposto a mio fratello di tornarci anche l'indomani. Nonostante sia diventata talmente rossa su braccia e schiena, da essere presa per il culo dal proprietario del ristorante dove ci siamo fermati a cena.
Ora... io ho cercato di controllare la presenza di eventuali errori di battitura, ma in caso mi sia sfuggito qualche sfondone, vi prego di perdonarmi, perché devo aver premuto qualcosa, ed il mio netbook, da quando ho cominciato a scrivere si presenta così.
Notare il desktop sottosopra.
Guest Starring (nel cerchio): Eating Semola.



Forse, dico forse, sarà il caso di cercare una soluzione, prima che la testa mi si capovolga del tutto nel vano tentativo di leggere ciò che scrivo.
CONTINUA A LEGGERE!